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Disturbi del movimento

Tossina botulinica, un veleno che può curare.

La tossina botulinica (BTX) è un farmaco di grande attualità, spesso citato a proposito delle più diverse indicazioni, sia da riviste scientifiche che dai mezzi di informazione divulgativi.

Ciò che pochi conoscono, però, è la particolare storia di quello che oggi è considerato un farmaco a tutti gli effetti, ma che non è sempre stato tale, dovendo una più “triste” fama al suo impiego come arma batteriologica o al fatto di essere un potente veleno (Foto 1).


Foto 1. Anatre colpite da botulismo.

La Tossina Botulinica è attualmente il farmaco di prima scelta per la terapia di diverse malattie, appartenenti soprattutto ai  disturbi del movimento, cioè le distonie e la spasticità.

Le distonie focali (blefarospasmo, distonia cervicale, distonie occupazionali, disfonia spasmodica) e l’emispasmo facciale sono patologie caratterizzate dalla contrazione involontaria di alcuni muscoli, che provocano una postura o un movimento anomalo di una parte del corpo, tipicamente, il volto (Foto 2), il collo, le corde vocali o un arto.


Foto 2. Donna con Blefarospasmo

La spasticità è una sindrome caratterizzata dalla rigidità muscolare che compare in uno o più arti, esito di un ictus o di una emorragia cerebrale o di un’altra patologia del sistema nervoso centrale che controlla il sistema motorio (ad esempio la Sclerosi Multipla o una sofferenza del neonato prima, durante o dopo il parto).

Successivamente, la BTX è stata utilizzata anche per altre forme di aumentata contrazione o rigidità muscolare, presenti in altre patologie, come ad esempio alcune forme di parkinsonismo.

Un più recente utilizzo della BTX riguarda l’iperattività a livello ghiandolare. Un disturbo frequente e, spesso, disabilitante, è infatti l’iperidrosi focale, che consiste in una eccessiva sudorazione a livello delle mani, dei piedi e/o delle ascelle. La maggior parte delle volte, questa condizione non ha una causa identificabile e quindi curabile, e, fino a poco tempo fa, non aveva una cura sicura ed efficace. E’ stato provato in molti studi che la BTX è efficace nel ridurre l’iperidrosi focale, quando iniettata sotto il derma della zona che presenta una eccessiva produzione di sudore.

Con lo stesso meccanismo, la BTX è efficace, quando infiltrata nelle ghiandole salivari, nel ridurre l’eccessiva salivazione, o scialorrea, sintomo tipico di patologie come i parkinsonismi, la Sclerosi Laterale Amiotrofica, la Sclerosi Multipla o altre dove vi sia una disfagia con conseguente eccessiva presenza di saliva in cavo orale.

Sono attualmente in corso delle sperimentazioni cliniche sull’utilizzo della BTX nella terapia del dolore, in particolare della cefalea, dell’emicrania e della sindrome miofasciale. In queste patologie, accanto all’effetto della BTX sulla contrattura muscolare, si vuole approfondire il suo probabile effetto sul sistema sensitivo e nocicettivo, in particolare.

Di provata efficacia, sebbene ancora di limitata diffusione, è l’utilizzo della BTX in pazienti con esiti stabilizzati di paralisi periferica del nervo facciale. Questo diffuso disturbo è dovuto ad una sofferenza di un nervo facciale, con conseguente riduzione dell’attività muscolare dei muscoli del volto innervati dal nervo colpito. La maggior parte delle volte il nervo riprende, con il tempo, la sua normale attività e la situazione torna alla (quasi) normalità. Alcune volte, invece, il danno al nervo è stato tale da non permettere un ritorno alla condizione normale, ed il paziente rimane con una parte della muscolatura del volto poco efficiente ed un aspetto asimmetrico del viso. In questi casi è possibile ricorrere alla chirurgia plastica, oppure tentare di ristabilire il più possibile la simmetria del volto trattando la metà “sana” con piccole dose di BTX.

Con lo stesso meccanismo d’azione che la rende efficace nel ridurre l’eccessiva contrazione muscolare, la BTX risulta utile nel trattamento delle rughe d’espressione, soprattutto a livello frontale.