La memoria è attualmente considerata come un insieme di abilità mentali che dipendono da differenti sistemi all’ interno del cervello. Le principali forma di memoria che hanno anche una importanza clinica sono: la memoria episodica, la memoria semantica, la memoria procedurale e la memoria di lavoro (working memory). Un sistema di memoria è una modalità con cui il cervello processa delle informazioni che diventeranno disponibili per essere usate in seguito. Sistemi di memoria differenti dipendono da differenti strutture anatomiche cerebrali. Alcuni sistemi sono associati con una conoscenza cosciente cioè la capacità di acquisire e poi rievocare consapevolmente informazioni che viene chiamata memoria esplicita o dichiarativa. Invece l’acquisizione di informazioni al di fuori della coscienza prende il nome di memoria implicita (o non dichiarativa) e fa riferimento ad abilità motorie come danzare, praticare uno sport, suonare uno strumento musicale o semplicemente guidare l’auto che, pur apprese coscientemente e con esercizio ripetuto, sono effettuate in modo automatico.
Una suddivisione della memoria:
- Memoria semantica (reti semantiche e lessicali): è la memoria di concetti, nozioni, ecc.
- Memoria episodica: è la memoria di fatti, azioni, ecc.
- Memoria procedurale: è la memoria di come si fanno le cose.
- Memoria di lavoro: è la memoria di ciò che abbiamo bisogno di ricordare solo per pochi secondi o minuti
- Si distingue anche tra:
- Memoria esplicita: si sa di ricordare.
- Memoria implicita: si ricorda senza averne la consapevolezza.
La memoria esplicita o dichiarativa comprende la memoria dei fatti (o semantica) e degli eventi (o episodica). La prima si riferisce a conoscenze generali, condivise da vasti gruppi di persone e sostanzialmente corrisponde quindi alle nostre conoscenze “enciclopediche”, la seconda è invece fortemente legata al contesto (chi, dove, come, quando), ha una forte componente di soggettività e trova la sua espressione più tipica nella memoria autobiografica. E’ importante notare che mentre la memoria semantica può essere espressa attraverso affermazioni, nomi, definizioni o brevi frasi, la memoria episodica possiede intrinsecamente una componente sostanzialmente narrativa, spesso con al centro il sé. Tale distinzione – presenza o meno di una componente narrativa – è secondo alcuni la caratteristica principale che differenzia memoria episodica e memoria semantica
La memoria episodica
La memoria episodica si riferisce ad un sistema di memoria esplicito usato per rievocare le esperienze personali come per esempio una breve storia di un episodio realmente avvenuto oppure quello che avete mangiato ieri sera a cena o quello che avete fatto in occasione del vostro ultimo compleanno. La memoria episodica si riferisce quindi ad un sistema esplicito usato per rievocare esperienze personali ed è stata definita in relazione allo studio dei disturbi della memoria della persone che presentavano amnesie in seguito ad una lesione ischemica cerebrale (dopo un ictus) del sistema libico. Tuttavia molti studi hanno dimostrato che il sistema della memoria episodica include anche i lobi frontali che sarebbero responsabili dell’ acquisizione e catalogazione delle informazioni piuttosto che del loro registrazione. Le differenze tra i deficit di memoria episodica che avvengono a causa di una danno del sistema limbico e quelle che avvengono per un danno ai lobi frontali possono essere spiegate con questa semplice analogia. I lobi frontali sono analoghi ad un “commesso che va a prendere i file” del sistema di memoria episodica mentre il sistema libico è “il magazzino dei file di memoria recente” ed altre regioni corticali sono “il magazzino dei file di memoria remota”. Pertanto se il lobo frontale è danneggiato può essere difficile ma non impossibile ricevere informazioni memorizzate e memorizzarne delle nuove. Tuttavia queste informazioni possono essere distorte provenendo da un da un magazzino sbagliato. Se invece il sistema libico è alterato in una sua parte sarà impossibile memorizzare le informazioni recenti mentre le informazioni più antiche che sono state consolidate per un periodo di mesi o di anni e sono memorizzate nelle altre aree corticali saranno disponibili anche in caso di lesione del sistema libico. Ad esempio sia i pazienti affetti da depressione che quelli affetti da malattia di Alzheimer possono presentare una alterazione della memoria episodica ma i primi hanno solo una alterazione transitoria a livello dell’ “commesso che va a prendere i file” mentre i secondi hanno una alterazione permanente del magazzino della memoria recente. I disturbi della memoria episodica possono essere transitori come quelli attribuibili ai traumi cranici oppure che seguono ad un episodio convulsivo epilettico oppure possono essere persistenti come quelli che compaiono in seguito a un evento ipossico ischemico cerebrale oppure ad un intervento neurochirurgico o ad una encefalite. In questi casi dopo un inizio con dei disturbi importanti delle memoria questi tendono gradualmente a migliorare. Invece nelle malattie neurologiche degenerative compresa la malattia di Alzheimer i disturbi della memoria episodica iniziano insidiosamente e gradualmente aumentano.
La memoria semantica
La memoria semantica si riferisce al nostro magazzino generale dei concetti e delle informazioni come ad esempio il colore di un leone oppure chi ha scoperto l’ America. L’ esistenza di uno specifico sistema di memoria è dimostrata dal fatto che questo tipo di memoria è completamente risparmiata nei pazienti che presentano una grave disfunzione della memoria episodica in relazioni a lesioni del sistema libico.
Poiché la memoria semantica include tutte le conoscenze del mondo che non sono in relazione con il ricordo di episodi di vita specifici si può pensare che essa posa risiedere in differenti regioni della corteccia cerebrale. Esistono infatti delle prove che le immagini visive sono memorizzate in una area associativa vicina alla corteccia occipitale (dove arrivano tutte le informazioni visive). Tuttavia molte delle informazioni relative alla memoria semantica sono in relazione all’ area inferolaterale dei lobi cerebrali.
La malattia di Alzheimer è la malattia più comune che distrugge la memoria semantica. In questa malattia la memoria episodica e quella semantica si riducono indipendentemente ed in tempi diversi. Anche in questi casi vi possono essere altre patologie che causano una alterazione della memoria semantica come traumi cranici, lesioni neurochirurgiche encefaliti, tumori etc.
La memoria procedurale
La memoria procedurale si riferisce alla capacità di imparare comportamenti o abilità cognitive ed algoritmi che sono usati in un modo automatico ed inconscio. La memoria procedurale è una memoria non dichiarativa ma può essere sia esplicita come imparare a guidare una macchina e implicita come imparare un numero telefonico senza uno sforzo cosciente. La distruzione del sistema di memoria procedurale quando i pazienti dimostrano sia la perdita di abilità che avevano imparato oppure una sostanziale incapacità di imparare nuove tecniche. Per esempio un paziente può perdere la capacità di eseguire movimenti fini come scrivere, suonare uno strumento musicale oppure giocare a golf.
Le aree cerebrali che sono coinvolte nella memoria procedurale sono completamente diverse da quelle che sono coinvolte nella memoria semantico ed episodica e si riferiscono alla regione dei gangli della base cranica dell’ area supplementare motoria ed al cervelletto. Poichè il processo patologico nelle prime fasi della malattia di Alzheimer colpisce le strutture libiche risparmiando i gangli della base ed il cervelletto i pazienti presentano deficit di memoria episodica ma una normale capacità di acquisire e mantenere le abilità procedurali mentre invece la malattia di Parkinson è la patologia che colpisce più frequentemente la memoria procedurale.
La memoria di lavoro
La memoria di lavoro è una combinazione di quello che si intende tradizionalmente con attenzione, concentrazione e memoria a breve termine. E’ in relazione con la capacità di manipolare e mantenere le informazioni che si devono “tenere in mente”. Poichè ciò richiede una partecipazione attiva e cosciente la memoria di lavoro è una memoria esplicita e dichiarativa. La memoria di lavoro viene tradizionalmente divisa tra le componenti che memorizzano le informazioni verbali (ricordare un numero telefonico) oppure informazioni spaziali (seguire mentalmente una strada) ed un sistema esecutivo che gestisce le risorse dell’ attenzione.
Una alterazione della memoria di lavoro può presentarsi in diversi modi. Più comunemente il paziente inizia a presentare una incapacità alla concentrazione ed all’ attenzione. Si possono quindi verificare difficoltà nell’ eseguire nuovi compiti che coinvolgano istruzioni con diversi compiti motori
Numerosi lavori hanno dimostrato che la memoria di lavoro usa una rete neuronale sottocorticale che dipende dal compito specifico. Tuttavia praticamente qualsiasi compito che coinvolge la memoria di lavoro richiede la partecipazione del lobo prefrontale ed anche le aree visive associative posteriori. Inoltre più complessi sono i compiti che richiedono la partecipazione della memoria di lavoro tanto più estese e bilaterali sono le arre cerebrali coinvolte.
Pazienti affetti da malattia di Alzheimer, morbo di Parkinson, malattia di Huntington, demenza con corpi di Lewy e la paralisi sopranucleare progressiva possono deteriorare la memoria di lavoro. Inoltre tutte le malattie che colpiscono i lobi frontale (ictus, tumori traumi cranici, sclerosi multipla etc) possono interferire con la memoria di lavoro.
Conclusioni:
Tradizionalmente la memoria è sempre stata considerata come un concetto unico e semplice. In realtà l’ utilizzo di differenti metodiche di indagine ha consentito di dimostrare che la memoria è composta da sistemi distinti e separati. Una particolare malattia (come ad esempio la malattia di Alzheimer) può compromettere più di un sistema di memoria. L’ ulteriore comprensione dei sistemi della memoria potrà aiutare i medici nella diagnosi e nel trattamento dei pazienti con questo tipo di problemi
Conclusioni
Comunque in tutti i casi di alterazione della memoria deve essere raccolta una storia dettagliata del paziente. La raccolta di informazioni molto accurate da coloro che si occupano di lui (parenti, badanti amici etc.) è di solito un momento indispensabile per arrivare alla diagnosi. Il paziente non sarà in grado di riferire importanti aspetti della sua storia. Deve inoltre essere ricercata la presenza di altri disturbi cognitivi (attenzione, linguaggio, abilità visuospaziali etc). E’ necessario anche eseguire una visita neurologia con lo scopo di cercare i segni di lesioni neurologiche focali oppure di malattie degenerative e bisogna completare gli accertamenti eseguendo una valutazione neuropsicologica formale in cui saranno eseguiti una serie di test specifici.