Federica Albini1,2 & Luigi Manfredi1
1 IRCCS Istituto Clinico Humanitas, Neurology Unit, SAN PIO X, Milano, Italy
2 Neuropsychological Service, Department of Neurology, Desio Hospital, ASST Brianza, 20900 Monza, Italy
Correspondence: Federica Albini, mail: federica.albini@humanitas.sanpiox.it
- IL CONCETTO DI BRAIN HEALTH
Capita a tutti, prima o poi, di dimenticare dove abbiamo parcheggiato l’auto o di “saltare” un appuntamento importante. Con il passare degli anni succede sempre più spesso di non ricordare i nomi delle persone che conosciamo oppure di ricordare le cose in maniera meno precisa ed efficiente.
Questo tipo di inconvenienti possono rappresentare soltanto un motivo di irritazione per i giovani ma nelle persone più anziane in cui cresce la preoccupazione di perdere la capacità di ragionare in modo lucido. diventano sorgente di ansia.
Come possiamo fare per conservare la salute e l’efficienza del nostro cervello?
La salute del cervello o “Brain Health” nella letteratura scientifica è intesa come: ‘’lo stato del funzionamento del cervello negli ambiti cognitivi, sensoriali, socio-emotivi, comportamentali e motori, che consente a una persona di realizzare il proprio pieno potenziale nel corso della vita, indipendentemente dalla presenza o assenza di disturbi’’ (OMS, 2022).
Il concetto di Brain Health è in continua evoluzione ed in rapida espansione. Negli ultimi anni questo concetto di mantenere il cervello in salute è diventato centrale non solo per il sistema sanitario ma anche nella società in generale. Nel 2022 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato un position paper all’interno del quale sono specificate le linee guida per l’ottimizzazione della Brain Health lungo l’intero corso della vita.
Le malattie del cervello sono infatti molto comuni e sono in continuo aumento, possono essere malattie psichiatriche, come la depressione, l’ansia, malattia da stress post-traumatico; oppure malattie neurologiche, come l’emicrania, la malattia di Alzheimer o la malattia di Parkinson.
Queste malattie possono aumentare il rischio di disabilità psichica e fisica in particolare nelle persone anziane. La diagnosi e l’intervento precoci sono fondamentali per aumentare l’aspettativa di vita e per migliorare la qualità della vita nelle persone anziane.
Una buona salute del cervello significa però molto più che la semplice assenza di malattie; include anche il buon funzionamento cognitivo generale, uno stato di benessere in cui gli individui si sentono in grado di affrontare il normale stress della vita, realizzare le proprie capacità, lavorare in modo produttivo e contribuire al progresso della loro comunità.
Questa definizione suggerisce che tutti dovrebbero avere un cervello in salute e dovrebbero intraprendere azioni per mantenerlo in salute, come garantire stili di vita sani (sonno regolare, attività fisica, alimentazione sana, ecc.) ed esercitare il cervello stesso (ad esempio imparando una nuova lingua o facendo nuove esperienze).
Questa ricerca di mantenere il cervello in uno stato di salute dovrebbe iniziare idealmente alla nascita e continuare lungo tutto l’arco della vita. Secondo l’OMS migliorare la salute del cervello migliora anche la salute fisica e creando maggiore comunicazione aumenta il benessere anche economico di tutti e aiuta a rendere migliore i singoli individui e la società.
Una delle più importanti e recenti scoperte in neurologia è che il nostro cervello è “plastico” è quindi in grado di crescere, creare nuove connessioni e recuperare o compensare le eventuali lesioni anche in età adulta. Quindi noi possiamo migliorare la salute del nostro cervello per tutta la nostra vita riducendo al minimo i fattori di rischio e migliorando la protezione di fattori che promuovono la plasticità dei neuroni cerebrali.
In pratica per mantenere il cervello in salute dobbiamo: curare la nostra salute fisica, continuare a studiare cose nuove, mantenere dei rapporti sociali ed evitare l’isolamento, ed in ultima battuta anche vivere in un ambiente sano e cioè avere una sicurezza economica per accedere ad esempio a servizi di qualità (vedi per esempio l’emarginazione sociale come fattore di rischio di donno cerebrale).
2. BRAIN HEALTH E DECLINO COGNITIVO
Sempre più spesso si presentano nei nostri ambulatori persone che sono semplicemente preoccupate perché iniziano a notare una riduzione delle loro abilità cognitive. Possono lamentare una riduzione delle capacità di concentrazione oppure un peggioramento delle performances lavorative. In altre occasioni sono i parenti che riferiscono la comparsa di difficoltà nel ricordare i nomi delle persone o comunque i fatti recenti. Queste persone sono stati fino ad oggi diagnosticati come affetti da “declino cognitivo soggettivo” o “invecchiamento fisiologico”.
Abbiamo anche avuto poco da offrire a queste persone oltre alla rassicurazione sul loro attuale stato cognitivo e raccomandazioni su stili di vita sani, ma ciò che questa popolazione chiede veramente è una stima del rischio di demenza oltre i ben noti stili di vita sani, un supporto per ridurre il rischio di sviluppare deterioramento cognitivo e demenza e talvolta dei trattamenti di stimolazione delle loro abilità cognitive.
Un’ altra delle scoperte più importanti degli ultimi anni è rappresentata dalla dimostrazione che il processo neurodegenerativo alla base di questa malattie inizia molti anni (anche decenni) prima della comparsa dei sintomi clinici (come i disturbi delle memoria o di altre funzioni cognitive) e che spesso, durante questa lunga fase possono essere presenti solo come sintomi soggettivi (cioè riferiti solo dal paziente o dai suoi famigliari ma non evidenziabili con i test neuropsicologici).
Un intervento efficace per ritardare o prevenire il declino cognitivo patologico può essere più significativo in queste fasi della malattia in cui il funzionamento cognitivo è ancora relativamente preservato.
Gli interventi da effettuare sono interventi di Brain Health, interdisciplinari con un approccio olistico centrato sulla persona focalizzato sulla promozione, prevenzione, trattamento, cura e riabilitazione e sul coinvolgimento attivo delle persone con esperienza vissuta, delle loro famiglie e dei caregiver. Questi interventi includono combinazioni variabili di attività fisica, educazione alimentare, stimolazione cognitiva, socializzazione e fattori di rischio vascolari. Esistono differenti livelli di intervento che vanno dai semplici consigli a interventi strutturati proposti in ambiti di trial clinici.
3. Il PERCORSO
La nostra idea è quella di fornire una proposta di medicina personalizzata che sia in grado di promuovere un percorso individuale mirato a mantenere una buona salute cognitiva. L’identificazione precoce di eventuali deficit cognitivi è il primo passo in questo processo.
Humanitas Medical Care Murat propone quindi un percorso multidisciplinare personalizzato con tre obbiettivi principali: 1) individuazione del rischio di sviluppare malattie che possano ridurre l’efficienza cognitiva 2) determinazione di percorsi terapeutici specifici per la prevenzione personalizzata del declino cognitivo 3) Interventi per il potenziamento cognitivo che tengano conto della unicità delle proprietà del cervello di ogni paziente
- Individuazione dei fattori di rischio
I fattori che contribuiscono ad aumentare il rischio di sviluppare malattia neurologiche degenerative sono molteplici: Familiarità per demenza, Diabete, Ipertensione arteriosa, Ipercolesterolemia, Obesità, Fumo, Isolamento sociale, traumi cranici importanti, Inquinamento atmosferico.
Il percorso Brain Health offre una serie completa di valutazioni e test avanzati che inizia con una visita neurologica e con la raccolta di un’accurata anamnesi, proseguendo successivamente con l’esecuzione di altre visite specialistiche e diversi esami strumentali:
Valutazione neuropsicologica
Esami ematochimici
Visita cardiologica
Visita internistica
Visita fisiatrica
Risonanza Magnetica all’encefalo
OCT
Ecocolordoppler TSA
Elettroencefalogramma
- Interventi per la prevenzione personalizzata del declino cognitivo
Questi interventi includono il mantenere una costante interesse ad imparare cose nuove; trattare o ridurre l’ipertensione e obesità nella mezza età; affrontare la perdita dell’udito; e ridurre il fumo, curare la depressione, contrastare l’inattività fisica, ridurre l’isolamento sociale e curare il diabete in tarda età.
- Interventi per il potenziamento cognitivo
L’evidenza in persone ad alto rischio di demenza mostra che interventi simultanei multi-dominio su cognizione (ad esempio con giochi computerizzati), forma fisica (ad esempio con forza muscolare ed esercizio aerobico), nutrizione (ad esempio con educazione alimentare o integrazione) e fattori di rischio vascolare (ad esempio con uno stretto controllo della pressione arteriosa e del diabete) condotti per un periodo sufficientemente lungo (ad esempio 2 anni) possono rallentare il declino cognitivo associato all’età.
4. CONCLUSIONI
La ricerca e la cura della salute del nostro cervello è una scienza dinamica in continua evoluzione. I dati sulle ricerche disponibili ad oggi hanno mostrato che il percorso di Brain Health è un promettente fattore prognostico positivo per invecchiare felicemente ed è anche un fattore protettivo per lo sviluppo di patologie neurodegenerative.
- World health Organization – Brain health – https://www.who.int/health-topics/brain-health#tab=tab_1
5. BIBLIOGRAFIA
- Cervello e neuroplasticità, come ristrutturare i collegamenti neurali alla base di comportamenti disfunzionali di Stefano Lasaponara – 7 giugno 2024 – Il Sole 24 Ore Sanità24
- Neurologia: One Brain, One Health, la strategia italiana per la salute del cervello
Medico & Paziente – 13 marzo 2024 – alessandro visca
- Settimana del cervello: Sin lancia il manifesto “One Brain, One Health” e la strategia nazionale 2024-2031 – Il Sole 24 Ore Sanità24 – 12 marzo 2024
- How to keep the brain healthy The Economist – Sep 22nd 2022