Come funziona la tossina botulinica ?
Come si evince da quanto detto fino ad ora, la BTX funziona riducendo la contrazione muscolare o l’iperattività ghiandolare. Questa azione viene effettuata proprio a livello del muscolo o della ghiandola, iniettando la BTX, sotto forma di liquido, nel muscolo o sotto l’area della cute da trattare.
In questa sede, la BTX viene assorbita dalle terminazioni nervose e le neutralizza (Foto 5 a e b). Nel giro di circa 3 mesi, le stesse terminazioni nervose espellono la tossina botulinica e riprendono gradualmente a funzionare. Questo effetto è sempre e comunque reversibile, garantendo in ogni caso il ritorno alla situazione di partenza, e quindi alla ricomparsa dei sintomi trattati.
E’ evidente quindi, che il trattamento con BTX non è definitivo e va ripetuto ad intervalli variabili, a seconda del problema di base, ma comunque mai inferiori ai 3 mesi.
L’unico effetto collaterale che la BTX può dare è un suo eccessivo funzionamento, ovvero un dosaggio superiore alle necessità richieste dal singolo disturbo. In questo caso si può osservare una eccessiva debolezza muscolare, ristretta comunque all’area trattata. Come per l’effetto benefico, anche l’effetto collaterale è destinato a scomparire in un periodo di tempo proporzionale al dosaggio utilizzato.


Trattamento con tossina botulinica: quando, come e perchè ?
La BTX utilizzata per fini medici, e non estetici, è un farmaco classificato in fascia H. Questo significa che non può essere acquistato dal paziente in farmacia, nemmeno su prescrizione del medico, ma che può essere somministrato solo in un Ospedale o in Clinica, da uno specialista autorizzato.
Il farmaco, piuttosto costoso, può essere totalmente rimborsato dal SSN se utilizzato ambulatorialmente per le patologie indicate dal Ministero della Salute. Dal 1979, momento della prima approvazione ufficiale per l’utilizzo della BTX in ambito clinico da parte della Food and Drug Administration, sono state segnalate più di 50 possibili indicazioni. A tutt’oggi, solo una minima parte di esse hanno ricevuto l’approvazione del Ministero della Salute ed il conseguente inserimento nel foglietto illustrativo e vengono definite, quindi, autorizzate o “label”. Le indicazioni autorizzate sono quelle per cui la BTX viene rimborsata dal SSN: blefarospasmo, strabismo e spasmo emifacciale, distonia cervicale, piede spastico in pazienti pediatrici con Paralisi Cerebrale Infantile e spasticità dell’arto superiore e inferiore dell’adulto colpito da ictus, iperidrosi ascellare.
Tutte le altre indicazioni per cui viene utilizzata la BTX vengono definite non autorizzate o “off label”, in quanto non (ancora) approvate dal Ministero. In questi casi, il costo della BTX è a carico del paziente oppure a carico di un programma di ricerca o, ancora, il farmaco viene utilizzato in regime di ricovero.
Vista la complessità del percorso decisionale che precede il trattamento con BTX, è bene rivolgersi ad un esperto del settore.
La maggior parte delle malattie che possono beneficiare del trattamento con BTX sono attualmente di pertinenza neurologica. Saranno quindi il medico di famiglia o il neurologo che, una volta fatta la diagnosi appropriata, indirizzeranno il paziente ad un esperto nel trattamento con BTX.
Sarà quest’ultimo, quindi, a verificare l’appropriatezza dell’indicazione al trattamento e a spiegare al paziente i pro e i contro della procedura.
In conclusione…….
La storia della tossina botulinica è sicuramente avvincente: creata dalla natura come potente arma di difesa di un piccolo battere, è diventata per l’uomo un mortale veleno, per poi essere trasformata, dall’uomo stesso, in un’arma letale per attaccare i suoi simili.
Fortunatamente siamo arrivati al lieto fine: oggi è conosciuta e usata soprattutto come farmaco, complicato e delicato ma efficace, indispensabile per diverse malattie, ma potenzialmente utile per molte altre applicazioni di cui ancora non sappiamo…….