Le prime notizie storiche della BTX sono legate al dr. Justinius Kerner che, nel 1793, cercando le cause di una intossicazione alimentare avvenuta durante un banchetto nuziale a Widbad, in Germania, identificò una sostanza da lui chiamata “wurstgift”, reperita in salsicce avariate. A quel tempo le salsicce erano prodotte riempiendo lo stomaco del maiale con carne e sangue, poi conservato in una stanza a temperatura ambiente, dopo bollitura in acqua.
Questo processo permetteva alle spore del battere di conservarsi e contaminare i cibi. E’ dal latino botulus, che significa salsiccia, che deriva il nome di botulismo, da allora definito Malattia di Kerner. Successivamente, nel 1897 il dr. van Ermengem isolò il battere responsabile del botulismo grazie all’analisi di una epidemia alimentare avvenuta a Ellezelles, in Belgio, dove gli intossicati avevano mangiato prosciutto crudo. Egli stabilì che il botulismo è una intossicazione, non un’infezione, provocata da una tossina prodotta da un battere anaerobio detto Clostridium Botulinum (Foto 3). Successivamente, altre epidemie alimentari riguardanti diversi tipi di alimenti (verdure in scatola, pesce, fegato) ed episodi di botulismo in animali (polli e altri volatili) hanno consentito di identificare diversi tipi di botulismo, provocati da diverse tossine botuliniche. Oggi è appurato che il Clostridium Botulinum, battere anaerobio sporulante, produce 7 esotossine, con sierotipo differente, indicate dalla A alla G.

In tempi più recenti e attualmente, la BTX è impiegata in ambito militare come arma batteriologica, essendo probabilmente tutt’ora considerata la più potente, da Cina, USA, URSS, Ira, Iraq, Corea del Nord e Siria. La dose di BTX cristallizzata in grado di uccidere, ad esempio, un uomo di 70 kg, è di 0.09-0.15 µg endovena o intramuscolo, 0.70-0.90 µg per via inalatoria e 70 µg per via orale. La dose terapeutica di BTX cristallizzata in 1 fiala è invece lo 0.3% della dose letale per via inalatoria e lo 0.005% della dose letale per via orale.
Quindi è bene ricordare che non sussiste alcun pericolo di vita quando ci si sottopone al trattamento con BTX, se eseguito da un medico esperto!
Durante la Seconda Guerra Mondiale, negli USA, sono state effettuate ricerche sotto stretto controllo militare per lo sviluppo di adeguate misure difensive nei confronti delle armi batteriologiche, in particolare contro la più potente di tutte, cioè la BTX. Sull’onda di queste ricerche, nel 1949, alcuni medici statunitensi hanno scoperto l’esatto meccanismo d’azione della BTX, dando origine all’ipotesi che la BTX si potesse utilizzare come strumento terapeutico. Fu poi il dr Alan Scott, un oculista, che nel 1973 la utilizzò per primo nello strabismo degli animali da esperimento, e, otto anni più tardi, dell’uomo.
Nel 1979 la Food and Drug Administration, l’Ente americano che controlla e approva l’utilizzo delle medicine, ha autorizzato l’uso della BTXA in ambito clinico per la cura dello strabismo e nel 1989 ne è stato approvato l’uso per il blefarospasmo, una distonia focale. Da allora, la fama della BTX è prevalentemente legata al suo utilizzo clinico al punto che attualmente viene impiegata per il trattamento di almeno una cinquantina di patologie, tutte caratterizzate da un aumento patologico dell’attività del sistema nervoso che controlla la contrattilità muscolare e la secrezione ghiandolare.
