L’epigenetica, che esplora come le condizioni ambientali possono agire sul genoma, è la nuova strada per curare i pazienti con demenza. Lo confermano due ricerche pubblicate sulle riviste internazionali Human Molecular Genetics e Acta Neuropathologica sui meccanismi epigenetici nei pazienti con demenza frontotemporale. Vi hanno lavorato alcuni ricercatori italiani tra cui il gruppo coordinato da Lorenzo Pinessi e Innocenzo Rainero del Dipartimento di Neuroscienze e delle Molinette di Torino.
Il nuovo studio è stato condotto su un’ampia casistica di pazienti affetti da demenza frontotemporale (FTD). Nel 2011 è stato isolato un gene, il C9orf72, le cui espansioni risultano essere oggi la causa più frequente di FTD familiare. Studiando la metilazione del DNA, ovvero le mutazioni epigenetiche, nei pazienti con demenza frontotemporale, associata ad espansione di C9orf72, il gruppo di ricerca italo-canadese ha dimostrato che tale metilazione è significativamente più elevata nei pazienti con espansione sia nelle regioni adiacenti che all’interno della stessa espansione del DNA. Questi sono i primi studi a dimostrare il ruolo dei meccanismi epigenetici nella demenza frontotemporale e risultati analoghi sono stati anche dimostrati nei pazienti affetti da SLA – sclerosi laterale amiotrofica.
Questi studi supportano la convinzione ormai diffusa che le mutazioni geniche siano certamente importanti nello sviluppo delle malattie neurodegenerative ma, da sole, non spiegano tutti i complessi meccanismi che le caratterizzano. Inoltre, aprono nuove e stimolanti prospettive terapeutiche. La modulazione epigenetica delle demenze può essere, infatti, una nuova strategia per controllare l’evoluzione di queste devastanti malattie. È già in corso in alcuni modelli sperimentali di demenza (topi transgenici) la valutazione di diverse molecole che possono modulare i processi di metilazione, rallentando così le progressione di malattia. È possibile, pertanto, che queste sperimentazioni aprano finalmente la strada ad innovative strategie terapeutiche per le demenze.