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Parkinson

Parkinson: qual è la causa ?

A tutt’oggi non si conosce la causa della Malattia di Parkinson…

A tutt’oggi non si conosce la causa della Malattia di Parkinson. Si conosce però il meccanismo fisiopatologico alla base della sua sintomatologia, cioè l’alterazione dei circuiti neuronali presenti a livello dei Nuclei della Base.  

I Nuclei della Base sono costituiti da neuroni con specifiche funzioni nel controllo del movimento, organizzati in gruppi (nuclei), denominati: Nucleo Striato, formato dal Putamen e dal Nucleo Caudato, Globo Pallido, Substantia Nigra e Nucleo Subtalamico.

Queste strutture sono collegate tra loro e con le altre strutture cerebrali da una fitta rete di interconnessioni neuronali tramite delle sostanze dette neurotrasmettitori.

Alla base della Malattia di Parkinson è stata identificata una riduzione del numero e dell’attività dei neuroni dopaminergici a livello della Substantia Nigra (Figura 3). Questo nucleo produce dopamina, un neurotrasmettitore che ha il compito di trasmettere le informazioni agli altri Nuclei della Base e alle altre strutture cerebrali. La riduzione della dopamina nel circuito porta al relativo eccesso di un altro neurotrasmettitore: l’acetilcolina.

 Figura 3: localizzazione dei Nuclei della Base e della Substantia Nigra.

Nella Malattia di Parkinson, l’alterazione dell’equilibrio tra dopamina e acetilcolina una modificazione di tutto il circuito, con alterazioni dei processi di preparazione e di esecuzione del movimento volontario (bradicinesia), dell’inibizione dei riflessi che mantengono il tono muscolare (rigidità) e della sincronizzazione delle altre strutture cerebrali (tremore).

Con lo stesso meccanismo patogenetico di base, possono comparire sintomi più complessi, che si estendono ad altri sistemi, come quello gastro-intestinale (stipsi, disfagia, scialorrea) o urinario (nicturia, pollachiuria).

L’influenza dei Nuclei della Base, e quindi la loro alterazione, si riflette anche sulla modulazione dell’affettività, determinando cambiamenti della personalità (demotivazione, apatia), alterazioni del tono dell’umore (depressione), o sulla regolazione del ciclo sonno-veglia, con disturbi del sonno che possono precedere anche di anni l’esordio conclamato della malattia.

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Di Luigi Giovanni Manfredi

Neurologo a Milano