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Strutture cerebrali coinvolte nella memoria

I ricordi non sono conservati in aree cerebrali specifiche. Gli elementi visivi sono codificati nelle…

I ricordi non sono conservati in aree cerebrali specifiche. Gli elementi visivi sono codificati nelle cortecce visive, i suoni delle parole in alcune aree del linguaggio, ecc.

L’ippocampo serve da “indice” di accesso ai vari ricordi, soprattutto per la loro localizzazione spaziale.

La corteccia prefrontale, invece, elabora il contesto temporale degli elementi di un ricordo.

Per quanto riguarda la memoria esplicita, è accertato il ruolo dell’ippocampo e della corteccia prefrontale nell’organizzare i ricordi.

L’ippocampo non è rilevante per la memoria implicita (in genere non dichiarativa, spesso procedurale): anche i rettili, privi di ippocampo, hanno questa forma di memoria.

La memoria procedurale (schemi motori) è codificata nei gangli basali.: un ratto con lesione dei gangli basali ritroverà un bersaglio ricordando dov’è; uno con lesione dell’ippocampo potrà ricostruire la sequenza di movimenti per raggiungerlo.

La memoria semantica

La memoria semantica si riferisce al nostro magazzino generale dei concetti e delle informazioni come ad esempio il colore di un leone oppure chi ha scoperto l’ America. L’ esistenza di uno specifico sistema di memoria è dimostrata dal fatto che questo tipo di memoria è completamente risparmiata nei pazienti che presentano una grave disfunzione della memoria episodica in relazioni a lesioni del sistema libico.

Poiché la memoria semantica include tutte le conoscenze del mondo che non sono in relazione con il ricordo di episodi di vita specifici si può pensare che essa posa risiedere in differenti regioni della corteccia cerebrale. Esistono infatti delle prove che le immagini visive sono memorizzate in una area associativa vicina alla corteccia occipitale (dove arrivano tutte le informazioni visive). Tuttavia molte delle informazioni relative alla memoria semantica sono in relazione all’ area inferolaterale dei lobi cerebrali.

La malattia di Alzheimer è la malattia più comune che distrugge la memoria semantica. In questa malattia la memoria episodica e quella semantica si riducono indipendentemente ed in tempi diversi. Anche in questi casi vi possono essere altre patologie che causano una alterazione della memoria semantica come traumi cranici, lesioni neurochirurgiche encefaliti, tumori etc.

La memoria procedurale

La memoria procedurale si riferisce alla capacità di imparare comportamenti o abilità cognitive ed algoritmi che sono usati in un modo automatico ed inconscio. La memoria procedurale è una memoria non dichiarativa ma può essere sia esplicita come imparare a guidare una macchina e implicita come imparare un numero telefonico senza uno sforzo cosciente. La distruzione del sistema di memoria procedurale quando i pazienti dimostrano sia la perdita di abilità che avevano imparato oppure una sostanziale incapacità di imparare nuove tecniche. Per esempio un paziente può perdere la capacità di eseguire movimenti fini come scrivere, suonare uno strumento musicale oppure giocare a golf.

Le aree cerebrali che sono coinvolte nella memoria procedurale sono completamente diverse da quelle che sono coinvolte nella memoria semantico ed episodica e si riferiscono alla regione dei gangli della base cranica dell’ area supplementare motoria ed al cervelletto. Poichè  il processo patologico nelle prime fasi della malattia di Alzheimer colpisce le strutture libiche risparmiando i gangli della base ed il cervelletto i pazienti presentano deficit di memoria episodica ma una normale capacità di acquisire e mantenere le abilità procedurali mentre invece la malattia di Parkinson è la patologia che colpisce più frequentemente la memoria procedurale.

La memoria di lavoro

La memoria di lavoro è una combinazione di quello che si intende tradizionalmente con attenzione, concentrazione e memoria a breve termine. E’ in relazione con la capacità di manipolare e mantenere le informazioni che si devono “tenere in mente”. Poichè ciò richiede una partecipazione attiva e cosciente la memoria di lavoro è una memoria esplicita e dichiarativa. La memoria di lavoro viene tradizionalmente divisa tra le componenti che memorizzano le informazioni verbali (ricordare un numero telefonico) oppure informazioni spaziali (seguire mentalmente una strada) ed un sistema esecutivo che gestisce le risorse dell’ attenzione.

Una alterazione della memoria di lavoro può presentarsi in diversi modi. Più comunemente il paziente inizia a presentare una incapacità alla concentrazione ed all’ attenzione. Si possono quindi verificare difficoltà nell’ eseguire nuovi compiti che coinvolgano istruzioni con diversi compiti motori

Numerosi lavori hanno dimostrato che la memoria di lavoro usa una rete neuronale sottocorticale che dipende dal compito specifico. Tuttavia praticamente qualsiasi compito che coinvolge la memoria di lavoro richiede la partecipazione del lobo prefrontale ed anche le aree visive associative posteriori. Inoltre più complessi sono i compiti che richiedono la partecipazione della memoria di lavoro tanto più estese e bilaterali sono le arre cerebrali coinvolte.

Pazienti affetti da malattia di Alzheimer, morbo di Parkinson, malattia di Huntington, demenza con corpi di Lewy e la paralisi sopranucleare progressiva possono deteriorare la memoria di lavoro. Inoltre tutte le malattie che colpiscono i lobi frontale (ictus, tumori traumi cranici, sclerosi multipla etc) possono interferire con la memoria di lavoro.

Luigi Giovanni Manfredi

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Di Luigi Giovanni Manfredi

Neurologo a Milano